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Dal “Pane de latte e zuccaro” al Panettone in vasocottura

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Nel mondo del panettone si assistono oggi a novità curiose in fatto di farciture o cotture. Denis Dianin crea “invero”, il panettone in vetro: ci sono voluti 10 anni di ricerca nell’arte della vasocottura, in collaborazione con l’Università di Padova e il Politecnico di Milano. Grazie a questa tecnica il prodotto può essere degustato fino a 3 anni, senza alcuna alterazione del prodotto. Le varianti di giusto sono amarene, pistacchio e limone; cioccolato e arancio; cioccolato bianco, fava di Tonka, albicocca e arancio e il classico “milanese”. Non mancano le specialità che rinnovano la ricetta classica, prevedono cioccolato nero o bianco, caffè e liquori; la ricerca sta nella scelta della fava di cacao, del chicco da cui estrarre l’infuso, o nella combinazione di frutta e liquori pregiati. A proposito di frutta (e verdura) si scovano persino ricette con carota, mirtilli, melograno. Insomma, questo “Grande Pane” nato nella Milano medievale e che trova un antenato nel “Pane de latte e zuccaro” (la ricetta la scrisse Cristoforo Messisbugo nel 1564 nel suo Libro Novo e prevedeva farina, burro, zucchero, uova, latte e acqua di rose) oggi abbraccia la pasticceria contemporanea, rimanendo sempre sotto i riflettori.

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