Home Fipgc Fare il pasticcere è un modo di essere prima che una professione.

Fare il pasticcere è un modo di essere prima che una professione.

615
0

Ci guida amore per lo studio, analisi, precisione, ma anche un cuore artistico.

roberto-lestaniRoberto Lestani, quarantesei anni, di Udine, è il primo volto della federazione FIPGC in qualità di Presidente, ma – come egli stesso ci tiene a sottolineare – è il primo fra tanti primi, perché nessuno in Fipgc è più importante degli altri.
Lo intervistiamo per conoscerlo meglio e per raccontarvi, con le sue parole, l’anima più profonda della FIPGC – Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria.

Ci racconti il suo percorso: quando e perché è entrato nel mondo pastry?
«Ero un bambino che già sapeva cosa avrebbe voluto fare da grande; pregavo molto e pregavo che potessi diventare un bravo pasticcere.

Questo lavoro l’ho respirato in famiglia: il giorno studiavo per il diploma in ragioneria, ma la sera aiutavo papà nella sua azienda di pasticceria.
Dopo il diploma, siccome ero ambizioso e volevo migliorare la mia tecnica e le mie conoscenze, partii in altri stati europei (Belgio, Austria, Germania….), vivendo per un periodo fuori dall’Italia.
All’epoca non c’era Internet, la formazione passava esclusivamente dall’esperienza diretta, e in quel momento in questi stati c’era un certo “movimento” fra gare, corsi e novità. Ho iniziato a fare diversi concorsi in Europa, la strada dei concorsi ti permette di confrontarti con moltissimi professionisti».

roberto-lestani-2E delle gare fatte, quale ricorda con maggiore emozione?
«Tutti i premi sono stati importanti, prima di tutto per una gratificazione personale.

Tutti mi hanno permesso di conoscere persone che sono state cruciali nella formazione, di conoscere gente che poi è diventata collaboratrice. Molti di coloro che ho incontrato nelle gare come sfidanti, ora sono al mio fianco in federazione.
Se devo ricordare una gara in particolare, cito quella in cui ho partecipato con una scultura in zucchero che rappresentava la fede cristiana.
Era appena venuto a mancare un amico, e il dolore e il tentennamento nella fiducia in un essere superiore si sono trasformati in una creazione artistica. Ecco, con la creatività possiamo anche esprimere i nostri sentimenti, i nostri pensieri e passioni, come in qualsiasi forma di arte».

Ci racconti come nasce la Fipgc
«A febbraio 2017 la federazione compie quattro anni. Eravamo fra colleghi e quasi per gioco ci siamo uniti in associazione. Ma la passione e l’entusiasmo ha fatto sì che in due anni diventasse qualcosa di più grande; oggi la federazione è una realtà in costante crescita che abbraccia migliaia di associati in Italia e all’estero ed è capace di spingere il livello della qualità professionale sempre più in alto.»

Secondo lei per quali caratteristiche la federazione è cresciuta diventando quello che oggi rappresenta, un punto di riferimento.
«Credo, anzi sono certo, che siamo diventati grandi per la linea di comportamento e per i valori che abbiamo da sempre avuto: rispetto, coerenza, l’essere tutti sullo stesso piano; non perché non amiamo l’ambizione, ma perché crediamo che ognuno ha delle potenzialità e doti da mettere in comune con gli altri per rafforzare e far crescere il gruppo, la Federazione.

Infatti in Federazione tutti hanno spazio e tutti sono importanti, solo così ogni socio cresce e migliora e può dare un contributo collettivo. La federazione così è coesa e ogni associato un membro prezioso.»

In Fipgc un associato quali vantaggi ha per la sua professione?fipgc-4
«I benefici sono diversi in questa grande famiglia di pasticceri: in primis la formazione continua: in ogni regione abbiamo sedi ufficiali. Raggiungiamo noi gli associati per formarli nei corsi di aggiornamento. L’organizzazione è capillare, attraverso le sedi e i referenti.

Ogni associato, nella sua regione di riferimento, è messo nelle ottime condizioni di organizzare e promuovere eventi locali, con una certa visibilità e soddisfazione personale. Abbiamo poi diverse convenzioni commerciali con le aziende partner.
Non in ultimo curiamo la comunicazione, per raccontare al meglio il mondo pastry e il mondo associativo.
E dulcis in fundo, è il caso di dirlo, abbiamo due Campionati Mondiale ad Host Fiera Milano,quello di Pasticceria Gelateria Cioccolateria, e quello di Cake Design, oltre ai Campionati Italiani dove vengono decretate le nazionali italiane».

Ritorniamo a lei: quale specializzazione preferisce?
«Le amo tutte, amo lavorare a 360».

Allora proviamo a dire lievitati. Cosa viene subito in mente?
«Ingredienti di qualità, impasti e studio. C’è tanta scienza, equilibri, dosi, reazioni chimiche naturali in un impasto».

Se parliamo di cioccolato?
«Mi vengono in mente i prodotti italiani che vanno tutelati e valorizzati, tutte quelle eccellenze che uniti al cacao permettono una grande varietà di cioccolatini di alta qualità. Penso al pistacchio e a tutti quei grandi sapori del territorio italiano».

Questo vale anche per il gelato immagino
«Certamente. E quando penso al gelato che è uno dei maggiori simboli dell’Italia nel mondo food penso anche a tutte quelle aziende di attrezzature made in Italy che hanno reso grande il gelato italiano, aiutandoci a produrlo al meglio».

(615)