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Gelato tutto l’anno per aiutare il comparto colpito dalla pandemia

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“Il crollo del turismo a causa dell’emergenza Coronavirus mette a rischio i 74mila posti di lavoro garantiti fino a oggi nel settore del gelato artigianale Made in Italy”.

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione del “Gelato Day”, in seguito al lockdown dei mesi scorsi. A pesare pare sia stata soprattutto l’assenza dei 16 milioni di turisti stranieri durante i mesi di luglio, agosto e settembre. Incassi che quest’anno sono stati, quindi, ridimensionati e in perdita. La crisi del turismo ha colpito un comparto che schiera ben 39mila gelaterie sparse lungo tutta la Penisola con un fatturato annuale di 2,8 miliardi di euro. L’Italia ha perso anche il primato UE della produzione di gelato collocandosi al secondo posto dietro alla Germania che è in testa con 635 milioni di litri, pari al 21% del totale Ue. La produzione tricolore, infatti, è di 554 milioni di litri secondo elaborazioni Coldiretti sui dati Istat. Una situazione di difficoltà che si ripercuote a cascata sull’intera filiera poiché nelle gelaterie italiane vengono utilizzati ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zucchero, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno. L’impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità è quindi evidente.
Il Gelato Day è dunque un invito a consumare coni e coppette in ogni stagione dell’anno, visto che il cambiamento climatico, favorisce sempre più una tendenza alla destagionalizzazione degli acquisti che è già in atto da diversi anni, nonostante l’estate resti una stagione privilegiata.
Ad oggi il settore gelato resiste grazie ai consumi interni: con gli italiani che hanno superato i 6 chili a testa l’anno, preferendo di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire specialità della casa che incontrano le attese di diversi target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano.
Il 94% degli italiani, poi, mangia abitualmente il gelato artigianale per il gusto e la bontà delle materie prime e la sensazione di refrigerio con quasi 7 consumatori su 10 che preferiscono i coni alle coppette secondo l’ultima indagine Fipe. E negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom delle agrigelaterie artigianali che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla, alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala. Una spinta che ha favorito la creatività nella scelta di ingredienti che valorizzano i primati di varietà e qualità della produzione agroalimentare nazionale, dal gusto di basilico fino al prosecco. «Nelle agrigelaterie – fa sapere Coldiretti – è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a chilometri zero perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente».

Antonella Leoci

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