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Giovanni Pina: quale Pastry dopo il Covid?

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L’emergenza Coronavirus ha stravolto il mondo, conseguenze che si rifletteranno sul lungo periodo anche sul mercato della pasticceria e gelateria, in questa intervista l’opinione, di Gianni Pina riconosciuto maestro del settore.

Allora Gianni, Covid-19 si è abbattuto come uno tsunami nelle nostre vite e nel nostro lavoro, il mondo della pasticceria italiano saprà reggere l’urto o dovrà pagare, in termini di chiusura di laboratori e locali?
«La repentinità degli eventi ha trovato tutti spiazzati. Se ci si aggiungono la non capacità da parte dei nostri governanti di fornire misure economiche immediate e concrete ed una totale paralisi del mercato, le prospettive sono veramente preoccupanti. Sarà molto difficile, allo stato dei fatti, riuscire a superare lo tsunami, come lo hai definito, senza riportare danni sostanziali».

Secondo te, che mondo della pasticceria avremo dopo il Coronavirus?
«Il mondo della pasticceria è un mondo fantastico, una sintesi tra creatività e pragmaticità. Io credo che resterà tal quale nella sua essenza, ma cambieranno sostanzialmente i termini di rapporto con il cliente e, soprattutto, i metodi di somministrazione dei nostri dolci. Il contatto diretto con il cliente sarà, almeno fino alla realizzazione di un vaccino, molto meno presente rispetto ad ora, verranno proposte torte o assortimenti di pasticceria ben mirati (scelta posta all’interno di una gamma ben definita di prodotti ) e si svilupperanno nuove forme di commercio e di consegna dei dolci. Quello che oggi viene definito pomposamente “delivery” cioè la consegna a domicilio, sarà decisamente implementato nel suo utilizzo rispetto al passato».

Come per le produzioni in pasticceria, ci vorrà la creatività anche per risollevarsi dalla crisi. Cosa farà Giovanni Pina?
«Per quanto mi riguarda realizzerò certamente in prima persona i cambiamenti di cui parlava sopra. Nell’assoluto rispetto dei canoni che hanno sempre contraddistinto questa ditta da cento anni, alta qualità delle materie prime e freschezza dei prodotti, attiveremo dei canali di proposta e di servizio diversi rispetto a quelli convenzionali, che mi auguro continueranno ad esserci nel rispetto delle normative del distanziamento sociale. Saranno utilizzati ancora di più i ”social” e la” rete” come mezzi di comunicazione, senza pensare di non ricorrere a quel “passaparola“ che, almeno in ambito locale, rimane uno degli strumenti più efficaci».

Come vedi il delivery per la pasticceria?
«Come dicevo prima, sarà una delle formule più gettonate. Bisognerà effettuare un’attenta analisi dell’incidenza dei costi che questo nuovo servizio comporterà».

Si dice che dopo ogni crisi ci sono sempre nuove opportunità. Tu ci credi? Sei fiducioso o preoccupato per il futuro?
«Per natura sono ottimista. Saranno tempi complicati, durante i quali spero davvero che i nostri amministratori ci diano una mano in modo concreto. Ci saranno sicuramente nuove opportunità in Italia e all’estero. Dovremo saper essere duttili, concreti e pronti. Sì, sono convinto che si metteranno in moto nuovi meccanismi, nasceranno nuove risposte. Sono fiducioso perché un mondo senza dolce sarebbe un mondo grigio e triste. E, più che mai ora, c’è bisogno di colore e di gioia».

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