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I Dolci nell’arte (1ª parte)

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“La dolcezza portata al grado estremo come succede nei miei dipinti, diventa stucchevole, addirittura ripugnante, ed è lì che mi interessa arrivare” (Will Cotton)

Quello tra cibo e arte è un connubio che risale alla notte dei tempi. Il cibo, infatti, in quanto elemento fondamentale della vita dell’uomo, è da sempre rappresentato nell’arte. Dai più antichi mosaici romani alle tavole medievali, dagli sfarzosi banchetti rinascimentali al consumismo estremo espresso dall’arte contemporanea, il cibo ha assunto simbologie e interpretazioni differenti. Se prima era solo un elemento accessorio, nel corso dei secoli il cibo è innegabilmente diventato sempre più protagonista, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui non parliamo più di cibo nell’arte ma di cibo come arte. Fu proprio Lévi-Strauss che scrisse: “Non meno che una qualsivoglia esperienza estetica o opera d’arte, un pasto può rientrare nelle coordinate di un gusto classico, o barocco, o semplice-rurale, o sofisticato-decadente, e così via”. Molti sanno già che questo 2018 è stato definito l’“anno del Cibo Italiano”: il Ministero dei beni culturali e i musei italiani hanno invitato tutti i cittadini a raccogliere foto di cibo rappresentato in quadri, affreschi, sculture sotto l’hashtag #annodelciboitaliano. Pastry Magazine ha seguito la scia cercando le opere che ritraggono dolci.

Rinascimento e Barocco
Nel secolo XVII° le “nature morte” erano molto richieste dai committenti, perlopiù ricchi signori che intendevano così rimarcare la propria agiatezza, esaltando in questo modo anche il valore delle merci in un’epoca in cui l’economia commerciale in nord Europa era fiorente. Ma in un pasto che si rispetti non può mancare il dolce. Ne è prova il dipinto “Paggio con piatto di dolci del Maestro dei dolciumi” che mostra un giovinetto, servitore di una corte blasonata, sfoggiare le dolci leccornie composte da frutta candita, glassata e biscotti preparate per il suo signore. Altro quadro in cui il dolce è protagonista è “Fiori e dolciumi in un piatto d’argento” di Giuseppe Recco.
Un altro magnifico quadro in cui sono presenti dolciumi è quello di Tintoretto: nelle raffigurazioni dell’Ultima Cena, infatti, solitamente non sono presenti dolci, in questo caso Tintoretto pone al centro dell’opera una torta, aspetto insolito, simbolo che rimanda con tutta probabilità all’idea della dolcezza del corpo di Cristo fattosi eucarestia. Simbologie curiose ed importanti insomma, che testimoniano un rapporto unico e particolarissimo.

Mary Cocciolo

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