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Il corso sulla pasticceria italiana, un delizioso sodalizio tra FIPGC ed ICIF

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La Federazione e l’ICIF Italian Culinary Institute di Costigliole d’Asti intrecciano risorse e competenze in una tre settimane di lezioni dedicate all’arte culinaria dolce.

Le aule dell’Orangerie, la sede pratica dell’Istituto Internazionale di Cucina immersa nel verde parco dove si affaccia il maniero del paese, vengono pervase dal profumo confortante dei dolci preparati dagli allievi del corso. Il tutto due volte l’anno. In alcuni casi, anche più spesso, a seconda del numero di edizioni della classe di pasticceria italiana, strutturata con know how e docenti FIPGC ed attivata, gestita e promossa in tutto il Mondo dall’ICIF.

“Q.B.”, oseremmo dire, anche se il “quanto basta” in pasticceria, stride con i dettami di precisione e cura del dettaglio che impone una simile materia. Lo sanno bene i nove partecipanti dell’ultimo corso conclusosi il 1 giugno, che dopo un’immersione intensa di tre settimane con le mani in pasta guidati da Barbara Castiglione (responsabile FIPGC per la regione Liguria) e Claudia Mosca (responsabile FIPGC per la regione Lazio), tornano nel loro paese con un bagaglio culturale solido, ampio e dettagliato della disciplina. Chi per passione, chi per lavoro, chi per gettare le basi per business futuri: sono variegate quanto affascinanti le motivazioni che spingono ad iscriversi al corso, tanto quanto le nazioni di provenienza degli interessati che, grazie alla presenza di un’interprete di lingua inglese che traduce passo a passo la lezione tenuta in italiano, non devono badare a barriere linguistiche che possano inficiare la loro formazione. Una scelta di investimento ponderata e selezionata tra competitor di tutta Europa, come nel caso di Mieraf, trentasettenne etiope che lavora come hostess ad Abu Dhabi, ma che sogna di tornare nel proprio paese di origine ed aprire una caffetteria-pasticceria. Ha partecipato all’ultimo corso iniziato il 14 maggio e conclusosi il 2 giugno, e ha presentato all’esame pratico finale (davanti ad una giuria di sei professionisti del settore) dei bignè eseguiti con ripieni differenti, dal profilo allungato a mo’ di éclair.

Anche la già pasticcera Erin ha partecipato: all’esame ha portato una bavarese alla vaniglia coperta da una palet al mango strega. Ripartita porta con sé in Australia la ricchezza della storia della pasticceria italiana.

Joseph e la figlia Natalia invece, tornano alle origini unendo a queste la loro passione per la cucina: dopo aver frequentato la prima settimana di corso nel 2017, decidono di completare l’opera e tornare quest’anno dall’assolata California al Monferrato per carpire ancora segreti dell’arte dolce da sfoderare oltreoceano. Un modo per ricordare la nonna di origini italiane, che ha trasmesso loro pillole della nostra cultura anche a tavola. Tante storie, dietro quelle divise linde per la verifica finale, che hanno trovato nell’offerta formativa ICIF- FIPGC un volano per la loro carriera, una passione, una dolce parentesi.

 

 

 

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