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Ode al gelato

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gelatoÈ il più amato, il più desiderato, perché è il dolce perfetto per la gioia, quello che magicamente riporta all’infanzia e alla felicità istintiva e pura dei bambini; perché, come scrivono i poeti, a proposito di gelato, “è fatto di pastelli zuccherosi che svelano alla lingua le sue infinite metafore“.
Lo sanno bene i gelatieri italiani (i più bravi al mondo, da sempre) la maestria, l’arte, il buon gusto, la creatività con cui creano i loro gelati sono direttamente collegati all’innata capacità di offrire gioia al palato dei consumatori, ma anche a risvegliare quella piccola, infinità felicità che con semplicità un gelato riesce a donare.
Anche per questo l’Italia è terra di gelato artigianale, lo dicono anche i numeri: sono quasi 30.000 i locali dove si può acquistare un bel cono, dei quali circa 8.000 possono essere considerate gelaterie pure. Un fenomeno tutto italiano, sia perché siamo tutti, senza nessun limite di età, ghiotti di questo dolce eccezionale, sia perché, tradizione per tradizione, sono stati gli italiani ad “inventare” il gelato moderno e farlo diventare famoso nel mondo.
Infatti, fu proprio un italiano nel ‘600, certo Francesco Procopio dei Coltelli, un cuoco siciliano, che creò la miscela perfetta per confezionare il gelato. Francesco studiò anche una macchina apposita per la preparazione e riuscì addirittura ad aprire un locale a Parigi, il Café Procopé, dove si potevano trovare “acque gelate” ossia granite, gelati di frutta e sorbetti ai gusti più svariati. Il primo mastro gelatiere vero e proprio fu invece un certo Ruggeri di Firenze, che propose il nuovo fresco dolce grazie a un preparato di panna, zabaione e frutta. Da lui in poi sono stati migliaia i mastri gelatieri italiani che hanno esaltato l’arte del gelato, moltissimi di loro, negli anni delle grandi migrazioni, andando all’estero, l’hanno poi reso famoso e apprezzato tutto il mondo.
Da allora tanto tempo è passato, ma nonostante la modernità, la passione con i quali i maestri gelatieri propongono le loro leccornie non è cambiata. Il mercato è sempre in fermento, dinamico, vivo, vitale come appunto lo è il gelato. Un dolce che continua e continuerà sempre a ingolosire e ispirare per diventare, a volte, anche un’ode leggera, golosa come ad esempio: “Come turgido sole stillante latte e miele che si liquefa sul labbro e ingioiella la bocca di sapori ed è perfetto il piacere che ti impregna. Poiché ogni bellezza ch’è perfetta dura solo un istante e poi svanisce.”*

Giuseppe ROTOLO

* da una poesia di Francesco Diano

 

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